Archivio per la categoria 'Custom'
Prova su Motociclismo: Yamaha Ténéré XT 660 Z
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E’ da diversi annetti ormai che la stragrande maggioranza delle moto che vengono considerate, specie dai più giovani, ‘enduro’ (le virgolette sono d’obbligo), rientrano in questa categoria solo di nome: magari hanno il telaio specialistico ma poi le gomme e le sospensioni sono tarate per l’asfalto, oppure sono troppo pesanti e ingombranti per certi tipi di percorso.

E’ sotto gli occhi di tutti: parlando di moto non prettamente stradali (carenate o naked che siano) oggi viviamo semmai di motard, mezzi tra l’altro divertentissimi su strada, o di enduro stradalizzate (a volte chiamate crossover quando sono ’svestite’ e modaiole), che alla fine sono veicoli spesso adattissimi ai lunghi viaggi a patto che vi troviate sul selciato; tipologie di moto quindi con più d’una ragione per esistere, ma che di fatto hanno snaturato e assorbito, nell’immaginario collettivo, il concetto di enduro.
Prova su Motociclismo: Harley-Davidson XR1200 Trophy parte
Pubblicato da bellezze-motociclette
Nella prima parte della prova dedicata alla nuova Harley-Davidson XR1200, avevamo interrotto il nostro discorso sulle caratteristiche del motore. Un propulsore rinnovato che garantisce una potenza di 79 CV e 1000 giri in più grazie ad una centralina differente. Cambiano anche gli alberi a camme ed un più efficiente sistema di raffreddamento per le teste. Tutte queste modifiche migliorano il comportamento del motore rendendolo più fluido ed elastico. Pronto già a regimi bassissimi è a prova di strappo. Buona la spinta ai medi, anche se il meglio di se lo offre sopra i 6.5000, dove la progressione si fa esaltante e non è difficile ritrovarsi in quinta marcia a 200 km/h.

Il tutto supportati da una stabilità davvero ottima, merito di una ciclistica bilanciata ed efficace. Disponendo di un interrasse notevole (1.515mm) e di un inclinazione del canotto di sterzo considerevole (29,3°), è in grado di trasmettere il giusto feeling percorrendo qualsiasi tipo di curva, tornantini a parte. Si dimostra piuttosto veloce nello scendere in piega, mantenendo la corda con discreta disinvoltura. E’ possibile arrivare con i freni ancora pizzicati senza la tendenza da parte della moto a raddrizzarsi. Un comportamento sempre intuitivo, che predilige una guida dolce, dimostrando di non amare particolarmente la guida sportiva. Continua..
Prova su Motociclismo: Harley-Davidson XR1200 Trophy parte uno
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Realizzata per venire incontro alle esigenze del mercato europeo, la XR1200 è da ritenersi la Harley più potente in commercio. Possiamo tranquillamente affermare che si tratti del modello che più si avvicina alle caratteristiche del nostro stereotipo di moto sportiva. Certo, non bisogna aspettarsi impennate di potenza, o una ciclistica super reattiva, ma se per uso sportivo intendiamo una moto che assecondi e ci accompagni quando i ritmi si fanno sostenuti, allora il discorso ci può stare.

Come tradizione impone, difficile passare inosservati con una Harley sotto il sedere e questo modello ovviamente non si sottrae a tale incombenza. La moto ideale per l’aperitivo in centro o sul lungo mare. La sella con i suoi 750mm è sicuramente la più alta in casa Harley. Nulla di proibitivo ovviamente, tuttavia nelle manovre da fermo, complice anche il peso non indifferente del mezzo, potrebbero risultare un tantino difficoltose, molto meglio aiutarsi con la spinta del motore egregiamente supportato da una frizione decisamente morbida. Continua..
Prova su Motociclismo: Triumph T-Bird Parte due
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A prima vista non si può certamente gridare al miracolo per originalità. La vasta gamma di accessori tuttavia viene incontro in tal senso. Ad ogni modo la T-Bird è riuscita nell’impresa di non copiare troppo HD, offrendo un prodotto piuttosto proporzionato nelle forme.

Certo, a mio avviso la linea della Softail, di cui abbiamo parlato ieri, è davvero un’altra cosa, ma la qualità della moto c’è e si vede. Il serbatoio tondo e ben raccordato alla sella riassume lo stile che ha ispirato la Tbird. Il radiatore pur di notevoli dimensioni, viene ben mimetizzato anche grazie alle alette cromate dei cilindri. Per colmare l’inevitabile buco creatosi dalla disposizione anacronistica dei cilindri, sono stati valorizzati i collettori del sistema ad iniezione. Continua..
Prova su Motociclismo: Triumph T-Bird Parte uno
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Il video che vi presentiamo in esclusiva su Bellezze&motociclette, vede come protagonista la nuova Triumph Thunderbird. Disponibile per il 2010, rappresenterà per la casa inglese il modello di punta del settore custom. Dopo aver presentato la prova della Softail, oggi è venuto il momento di concentrare la nostra attenzione sulla marca europea che più di tutte, giapponesi in primis, rappresenta una verosimile alternativa alla casa costruttrice americana. Blasone e fascino si fondono alle perfezione in questa nuova creatura d’oltremanica. La T-Bird può essere considerata una cruiser sotto tutti gli aspetti tranne che per quello più importante: il motore. La scuola USA ci ha abituati a cilindrate stratosferiche racchiuse sempre in monocilindrici a V, stretti e massicci. Le cuginette giapponesi, si sono ovviamente adeguate al trend.

Prova su EuroMoto:Harley-Davidson FXCW Softail Rocker parte due
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Il motore è il classico “big-twin” che dal 2007 equipaggia le Harley più imponenti: Dyna, Touring e Softail. Mentre sulla Touring e sulla Dyna il cuore pulsante viene montato su supporti elastici al fine di smorzare le vibrazioni, il propulsore che equipaggia la Sftail è contraddistinto dalla lettera B, in quanto adotta un sistema differente, a contralbero, per ovviare a tale comportamento. Una soluzione che toglie qualche CV di potenza, privilegiando il gusto per la tradizione e per le scelte radical. IL cambio “cruise drive”e è invece lo stesso che è presente su tutte le “big” Harley-Davidson, per il quale sono stati utilizzati ingranaggi elicoidali, per favorire la dolcezza negli innesti e una silenziosità superiore.
Il cambio, con una marcia in più è stato concepito per far “lavorare” il motore a regimi di rotazione più bassi, dove il big twin offre il meglio di se. Pensate che la coppia massima, di ben 117 nm, la si ottiene a soli 3200 giri. La sesta è una marcia “overdrive” ideale per affrontare lunghi tragitti. Nuovo anche il sistema di aspirazione attivo che ha il compito di migliorare il sound del motore, particolare di fondamentale importanza per gli estimatori della casa di Milwaukee. Sempre a proposito di sound, la softail monta due scarichi “shorty-dual”, davvero molto eleganti. Continua..
Prova su EuroMoto:Harley-Davidson FXCW Softail Rocker parte uno
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Il titolo della prova su EuroMoto è tutto un programma: Amore di Plastica. Confesso di non essere un espertone in fatto di Harly e dopo aver letto le prime righe, per un attimo mi sono fatto fregare; ma come, non avranno mica fatto una Harley di plastica? Eppure dalla foto sembra proprio plastica… Niente paura, ovviamente si tratta semplicemente di un effetto ottico, caratteristico della vernice satinata. Certo abituati al metallo pesante, alle cromature appariscenti, il fascino discreto e vagamente femmineo del satinato non si sposa perfettamente col l’immagine che abbiamo in mente delle moto di Milwaukee. Solito corpo allungato, due ruote grandi così e tanto carattere per la diva americana. Il tutto alla modica cifra di 20.000,00 eruo. 400 euro in meno per rinuncia ella vernice satinata, ripiegando su un più appropriato nero classico.

Softail ovvero coda morbida, perché i tecnici hanno mascherato abilmente la sospensione posteriore, per far sembrare la Rocker dotata di un telaio rigido. La sezione della moto che cattura maggiormente gli sguardi è il posteriore. Continua..
Moto Custom: Honda Shadow 750 2008 PARTE 2
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Non passa inosservato neppure lo scarico, ora sdoppiato, dall’impatto visivo davvero suggestivo.
rivisto anche il radiatore, ora più compatto ed efficiente.
Il motore è il classico bicilindrico a V, raffreddato a liquido da 40 cavalli, pronto a bassi regimi, con un nuovo sistema di iniezione denominato PGM-FI, con doppi iniettori un diametro del corpo farfallato da 34 mm. Albero motore completamente rivisto a perno singolo, che conferisce maggior aggressività al propulsore. la trasmissione resta ovviamente a cardano a tutto vantaggio della silenziosità, conferendo ancor più una sensazione di prontezza del motore tipico di questo sistema
La ciclistica è stata rivista per assicurare alla moto un altezza da terra complessivamente più bassa, che rende la guida addirittura più emozionate, con le sensazione di galleggiare due dita sopra l’asfalto.
Il freno a disco anteriore da 296 mm è stato spostato a sinistra per assicurare alla moto un maggior equilibrio, resta a tamburo il freno della ruota posteriore.
Le gomme sono le classiche da 160 al posteriore e 120 all’anteriore , pneumatici dall’ampia sezione in grado di garantire un’ottimale presa sull’asfalto.
Moto Custom: Honda Shadow 750 2008 PARTE 1
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I Giapponesi lo fanno meglio! Il custom intendo, cosa avevate capito. Lo so, questa affermazione potrebbe esser tacciata di blasfemia da un appassionato di Harely-Davidson.
Senza scomodare paragoni complicati con la casa americana, confesso di aver sempre avuto un debole per la Custom made in Japan.
Come è bello andare in Chopper da Trieste in giù. L’Italia dei primi anni novanta era pazza per i Custom, Harley e Triumph soprattutto, ma anche e ce n’erano davvero parecchie, Shadow.
In sella si sentivano tutti Fonzie, con il chiodo d’ordinanza, jeans e stivali. Spesso mi capitava di prendere in prestito inconsapevole (nel senso che la persona era inconsapevole che gliela avessi presa), nel garage del mio amico e vicino di casa, quando era fuori per lavoro. Devo dire che poche moto come le Custom regalano quel senso di libertà guidandole faccia al vento che gonfia i polmoni e riempie lo spirito.
Moto Custom: Harley-Davidson V-Rod
Pubblicato da bellezze-motociclette
Il 2002 in casa Harley verrà ricordato come l’anno della rivoluzione. Si perché la V-Rod nasce con il compito ambizioso di innovare, senza stravolgere lo stile progettuale Harley-Davidson.
Non lasciatevi sedurre dalle forme sinuose ed affascinanti della carrozzeria, la vera star sta sotto il telaio ed è il motore Porche da ben 115 cavalli, uno sproposito per la casa americana.
I progettisti raccontano che il progetto nacque in un ristorantino italiano, sopra un tovagliolino di carta, il massimo del romanticismo ci verrebbe da dire.
Bella muscolosa e cattiva, la V-Rod si riassume in queste tre parole. Un trionfo di metallo, dove la plastica è bandita come la peste e a far la parte del leone sono le cromature dell’alluminio.
Tanto bassa quanto lunga questa Harley, una moto nata per girare da soli, al passeggero è stato lasciato, un coriandolo, come una vera superbike.
Le gomme dunlop di primo equipaggiamento misurano 180 e 120. Pneumatici che non verranno ma messi particolarmente in crisi essendo stati concepiti per potenze ben superiori.
Come dicevamo il motore è Porche. Per gli amanti delle superbike, abituati a prestazioni da moto gp, i 115 cavalli possono non destare scalpore, ma se pensiamo alle motorizzazioni classiche Harley, non possiamo fare a meno di sottolinearne la differenza. Il propulsore Porche spinge forte soprattutto ai bassi, con una decisa spinta attorno i 3500 giri, fino all’intervento del limitatore.