Archivio per la categoria 'Naked'
Prova Triumph Street Triple, da Due Ruote di Novembre
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Nel mese di Ottobre ti ho proposto la prova derivata dalla rivista Motociclismo, della Street Triple R, oggi andiamo a vedere cosa ne pensa Due Ruote di questa nuova versione made in Triumph. La location scelta per la presentazione della naked più divertente del 2008 è il circuito dell’isola di Mann, dove ogni anno si svolge il Tourist Trophy, una gara storica, molto attesa dagli abitanti e che per questo conferisce un’atmosfera magica tutto l’anno. La Street Triple versione base, è stata incoronata unanimemente la nuda di media cilindrata migliore. Un motore pazzesco in grado di offrire potenza e reattività a vagonate ed una ciclistica fantastica, agile nel misto stretto, precisa e stabile nel veloce.

Ma siccome la perfezione non è di questa terra, anche questo gioiellino inglese mostrava qualche difettuccio. La Street base è una moto pensata anche per i neofiti e per un uso prevalentemente cittadino. I tecnici di Hinkley sono intervenuti proprio dove era necessario su sospensioni e freno anteriore, trapiantati direttamente dalla sportivona di casa Triumph, la Daytona 675, oltre all’adozione di un più specialistico manubrio Maguera. Continua..
Prova su DueRuote: Ducati Monster 1100
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Una quindicina di giorni fa vi avevo già raccontato la prova di Motociclismo della Monster 1100; oggi andiamo a vedere come ne parla In Sella di Novembre. La Monster è la mamma di tutte le naked, su questo non ci sono dubbi. In Ducati potevano percorrere strade differenti: rinnovare, restando fedeli alla tradizione, o rivoluzionare tutto, scegliendo nuove strade. Come si può facilmente immaginare, la scelta della casa italiana è stata dettata principalmente dalla volontà di rispettare il passato, senza tradire una filosofia di moto che tante soddisfazioni ha regalato al team di Borgo Panigale.
Una scelta che era già piaciuta a quelli di Motociclismo e che promuove a pieni voti la rivista In Sella. E se questi meritati attestati di stima non fossero sufficienti, è probabilmente utile rammentare i dati di vendita esaltanti che hanno accompagnato il debutto della nuova Monster. La 1100 va a completare la gamma, offrendo quel pizzico di cattiveria in più che sulla versione base un pochino latita. Continua..
Prova Triumph Street Triple R da Motociclismo
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In Triumph hanno voluto proprio esagerare: evidentemente non del tutto soddisfatti della naked più apprezzata di questi ultimi anni, hanno deciso di sfornare la versione “R”, vera e propria novità nel mercato della nude di media cilindrata. Per provarla quelli di Motociclismo sono andati nell’isola di Man in Irlanda. Una location suggestiva in grado di offrire un dei tracciati più veloci ed impegnativi d’Europa: il mitico TT.

La nuova Street Triple R, sfoggia soluzioni più specialistiche e ricercate, che hanno come scopo primario quello di “limare” qualche difettuccio della versione base e, soprattutto, offrire un prodotto finalmente pronto per la pista. E i tecnici di Hinkley già se la ridono, convinti come sono, che questo nuovo modello si attaccherà alla scia di tante decantate superbike.
E’ proprio bella questa Triumph e nella versione R ancora di più. A prima vista ciò che balza all’occhio, ovviamente, sono le nuove colorazioni, grigio ed arancione, che la rendono ancora più stilosa, a mio avviso. La precedente versione, di cui trovate una dettagliata prova nel mese di Giugno certo non spiccava quanto a finiture, questa nuovo modello offre dettagli più curati, come la sella bicolore e il manubrio Maguera a sezione variabile. Quest’ultima novità non svolge solo una funzione estetica, ma si è rivelato particolarmente utile durante la prova per fronteggiare le raffiche di vento tipiche del TT. Nuova anche la forcella anteriore, adesso monta la Kayaba, utile per copiare efficacemente anche i fondi più sconnessi e un monoammortizzaotre Piggyback. per conferire ancor più feeling col pilota. La frenata non è mai stata un punto di forza per Triumph, sopratutto in questi ultimi anni. La Street ovviamente non ha fatto eccezione e i tecnici inglesi sono intervenuti proprio sull’impianto frenante, che ora può esibire più specialistiche ed efficienti pinze ad attacco radiale. C’era poi il piccolo neo delle sospensioni prive di regolazioni, che sulla R diventano pluriregolabili. Continua..
Prova eslcusiva su Motociclismo Wakan Roadster 110 una moto spaziale !!!!
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Bella è bella, su questo non ci sono dubbi, ma sarà anche comoda? Ho i miei dubbi. Questa creatura aliena, che sembra la moto di un ET decisamente tamarro come piace a noi, arriva dalla Francia. Prodotta in serie limitata è sicuramente una moto destinata ad un pubblico raffinato. Se come me, appena l’avete vista ci avete fatto un pensierino, il suggerimento è quello di non lasciarvi trasportare troppo dalla fantasia. La creatura costa infatti 34.000 euro, più o meno quanto un a Golf, o un’Audi A3: non male, non c’è che dire. Ma tutte ste palanche (dal ligure soldi), li varrà davvero? Ok, si tratta di una moto esclusiva, ma a quelle cifre, si può tranquillamente ambire al top di qualsiasi gamma.

Linee essenziali, piuttosto incarognite per la Wakan, che certo non corre il rischio di passare inosservata. Il motore da ben 1640 cc, ha un aspetto tutt’altro che rassicurante, peccato che in tradotto in sostanza, il tutto si riconduca ad una novantina di cavalli. Il dato impressionante invece è sicuramente la coppia, di ben 14 kgm a 4000.
In sella la comodità è un lusso che non ci si può permettere. Quella specie di coriandolo imbottito è proprio la sella e si dimostra scomodo proprio come ce l’eravamo immaginato. Le dimensioni minimalistiche della moto adesso sono ancora più evidenti, le pedane sono piuttosto distanti, come del resto i semimanubri, costringendo il pilota alla classica guida ingobbita. Nel traffico cittadino la Wakan è come un pesce fuor d’acqua, scomoda e piuttosto impacciata, non si rivela la compagna ideale per l’uso quotidiano, magari tra casa e ufficio. Soprattutto per via delle sospensioni che non filtrano praticamente nulla delle sconnessioni dell’asfalto. Anche la frizione piuttosto dura da azionare non aiuta in tali condizioni. Di contro, non si corre certo il rischio di passare inosservati, i commenti si sprecano; la moto piace parecchio, non c’è che dire.
In autostrada la roadster si dimostra sicuramente stabile, peccato che le vibrazioni con l’aumentare dei giri del motore si facciano decisamente fastidiose. Molto meglio nel misto veloce, dove la Wakan offre il meglio di se. Il cambio, come nelle migliori, tradizioni è piuttosto duro, anche se discretamente preciso, buono l’impianto frenante, anche se tende a “raddrizzare” la moto in curva. Una mezzo nel complesso affascinante, destinata a pochi fortunati dalle disponibilità economiche superiori alla media.
Anteprima su Motociclismo: prova Ducati Monster 1100 2008. Parte due
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La nuova Monster 1100 non si differenzia dalla sua progenitrice solo dal punto di vista estetico ovviamente, tutto è migliorato: il motore ha più coppia, il serbatoio è più capiente, i freni più professionali e così via. In sella però la 1100 pare discretamente differente anche rispetto alla 696. La posizione di guida è caricata sugli avambracci e non si percepisce minimamente quella sensazione di stare “seduti” sul posteriore, grazie a gomme leggermente rialzate e a dieci mm in più di escursione sulla forcella. Il tutto si traduce in una sensazione di maggiore controllo del mezzo ed un impostazione di guida più sportiva ed attuale.

Qualità dinamiche davvero ottime per il Monster 1100. La nuova 696 aveva già mostrato una reattività ed un’agilità assoluta. A tali caratteristiche positive, nella sorellona maggiore si aggiunge una stabilità eccellente, da riferimento. Il piano di seduta si fa più alto rispetto alla 696, 810 mm contro 770 mm, il che non aiuta sicuramente i meno alti nelle manovre da fermo e a bassa velocità. La moto di dimostra tuttavia maneggevole come uno scooter zizzagando nel traffico cittadino, grazie anche all’angolo di sterzo (32°). Continua..
Anteprima su Motociclismo: prova Ducati Monster 1100 2008. Parte uno
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Il mese di Ottobre della rivista Motociclismo ci regala davvero tante novità e prove interessanti. In questi giorni avremo modo di approfondire ulteriormente i vari argomenti trattati, oggi analizziamo la prova della nuova Ducati Monster 1100.
Grazie ad uno dei motori più divertenti per l’utilizzo su strada che già equipaggia Hypermotard e Multistrada, e una ciclistica davvero a punto, il nuovo Monster abbina alla proverbiale stabilità, un’agilità esaltante.

Tutto sommato simile alla sorellina minore presentata l’anno scorso, la 1100 si differenzia per via del forcellone monobracicio in alluminio, che conferisce al mezzo un aspetto racing più marcato. Certo, non si può dire che in Ducati si siano sforzati troppo, nella ricerca di soluzioni differenti. Motociclismo fa giustamente notare che un doppio scarico laterale, come nella precedente versione, avrebbe sicuramente ben figurato. Tuttavia in Ducati non avranno potuto fare a meno di tenere conto dei dati di mercato che hanno premiato la 696, comprensibile quindi la volontà di non stravolgere troppo la versione ipervitaminizzata.
Il motore, come si diceva, è il 1.078 Desmodronico raffreddato ad aria, in grado di offrire prima di tutto tanta coppia. Un generoso due valvole che assicura tante soddisfazioni nell’uso stradale. Continua..
Prova su In Sella: MV Augusta Brutale 989R
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La prima serie oro venne presentata ormai otto anni fa. A distanza di quasi dieci anni la linea senza tempo della Brutale è praticamente invariata, tuttavia riesce a mantenere immutato anche il suo fascino, che fa della naked italiana, una delle moto più belle di sempre.

E se sotto il profilo estetico i cambiamenti sono stati davvero limitati, quasi impercettibili, il cuore di questo gioiello made in Italy, è mutato in maniera radicale nel tempo. Col passare degli anni infatti, la cavalleria a disposizione è decisamente aumentata. Non solo potenza fine a se stessa comunque, il vero obiettivo dei progettisti consisteva nel fornire alla Brutale un erogazione più lineare e una coppia più corposa soprattutto ai medi e bassi regimi. Missione compiuta con le nuove motorizzazione che equipaggiano la rinnovata versione “base”, la 989R per l’appunto e per ipervitaminizzata 1078 RR. Continua..
Prova Naked su Due Ruote: Comparativa Harley Davidson XR 1200, Moto Guzzi Griso 8V
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Sempre nel mese di Ottobre 2008 della rivista Due Ruote, troviamo un interessante comparativa tra due Naked. La prima, progettata solo per il mercato europeo, è di origini americane, la seconda invece è un italiana doc. Ed è proprio quest’ultima a dimostrarsi superiore in tutto, anche nel prezzo. La qualità percepita sulla Griso è evidente, soprattutto analizzando le finiture, davvero ben curate, come lo scarico a forma di otto per ricordare le valvole del motore, la piastra superiore di sterzo e i riser satinati, le scritte il rilievo sulle teste del Twin e una componentistica da sportiva vera.

L’XR invece presta il fianco a qualche critica, come per la bulloneria da quattro soldi utilizzata, i tappi del serbatoio e dell’olio senza chiusura di sicurezza, a portata di mano del primo ladruncolo. Anche i comandi al manubrio classici in una sportiva vera stonano, la piastra di sterzo sabbiata e lo strano forcellone non appagano l’occhio. Ben riusciti invece i silenziatori sovrapposti satinati. Un ultimo rilievo per le parti sabbiate, sicuramente affascinanti, ma molto propense a sporcarsi in fretta, e difficili da pulire. Continua..
Comparativa Maxi Naked su Motociclismo: Yamaha FZ1, Honda CB1000R, Kawasaki Z1000. Parte tre
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La terza e ultima parte di questa comparativa ricavata da Motociclismo, mette a confronto le tre giapponesi del test. Si tratta di una sfida particolarmente seguita, in quanto le concorrenti sono le moto in vetta alle classifiche di vendita. Le ragioni di tanto successo vanno ricercate sicuramente nel prezzo competitivo, ma bisogna dare atto alle case del sol levante, di proporre mezzi di qualità.

La Yamaha FZ1 è una moto estrema. Si tratta della maxi naked più venduta e le ragioni a mio avviso vanno ricercate principalmente nella linea riuscita e nelle qualità motoristiche. Come cavalleria, resta la più potente del gruppo. Certo, per poter sfruttare tanto ben di Dio, ci si deve rassegnare ad una guida piuttosto impiccata, la Yamaha offre il meglio di se infatti vicino alla zona rossa del contagiri. Non eccelle sicuramente sotto il punto di vista ergonomico. Il serbatoio è fin troppo paffuto, costringendo il pilota ad una guida a gambe divaricate. Decisamente distante dalla manopola sinistra, la leva della frizione un bel problema per chi come il sottoscritto ha le mani piccole. Molta stabile a velocità elevata, affronta i curvoni veloci senza lasciarsi minimamente scomporre dall’effetto vela provocato dal busto del pilota, con le gomme che restano inchiodate all’asfalto. Meno a proprio agio nel misto stretto, a causa di un telaio non più giovanissimo. Più che buono l’impianto frenate, un pelino inferiore solo a quello della Kawasaki.

Comparativa Maxi Naked su Motociclismo BMW R1200R, Brutale 1078RR, Ducati S4RS, Buell XB12S. Parte due
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Nella seconda parte della comparativa che Motociclismo ha pubblicato per il mese di Settembre, scendono in campo le modaiole di questa maxi sfida. Si tratta di mezzi affascinanti e ricercati. Le classiche moto da sfoggiare in centro, magari all’ora dell’aperitivo. Forse non sono le più desiderate dagli smanettoni, difficile infatti imbattersi in una Buell durante le classiche sparate domenicali che noi motociclisti puristi amiamo tanto.

Un esempio che calza a pennello è rappresentato dalla BMW R1200R. Una signora moto, nulla da dire. Linee sobrie e comportamento dinamico poliedrico. Le sospensioni attutiscono efficacemente il manto stradale irregolare, il motore, un mostro di elasticità, consente andature da parata tranquillamente in sesta marcia. L’impianto frenante è potente e discretamente modulabile. Tanta comodità però ha un prezzo che si paga puntualmente quando i ritmi si alzano e il territorio d’azione cambia. La BMW non dispone della cavalleria necessaria per reggere il confronto con le più sportive di questo lotto, nel complesso risulta piuttosto pesante, particolare che nell’uso veloce non aiuta.

Comportamento agli antipodi per la MV Augusta, Brutale di nome e di fatto. Una potenza esagerata, che permette impennate a velocità stratosferiche. Tanta potenza è ben catturata da un impianto frenante potente e modulabile. Agile e reattiva grazie al passo corto e ad un telaio da vera superbike scarenata. Non è tutto oro comunque. Le vibrazioni sopra i 4000 giri sono piuttosto fastidiose. Il motore ai bassi regimi soffre un fastidioso effetto on of. Le padane sono parecchio rialzate, stancando le gambe velocemente e gli specchietti risultano praticamente inutili. Continua..