Archivio per la categoria 'Naked'
Prova Moto: Comparativa Maxi Naked su Motociclismo di Settembre parte uno
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Nel mese di Settembre Motociclismo mette a confronto le 11 maxi Naked più vendute e ricercate. Sono undici gli elementi che scendono virtualmente in campo, suddivisi abilmente per tipologia ed inclinazioni. Il gruppo delle sportive è composto dall’austriaca Superduke e da tre italiane: Aprilia Tuono e Benelli TNT Moto Morini Corsaro. Tutte e quattro le moto hanno caratteristiche simili in comune, a disagio nel traffico cittadino a causa della scarsa angolatura di sterzo e delle sospensioni piuttosto rigide, trovano il loro terreno ideale, dove esprimono al meglio il loro potenziale, nei tracciati tortuosi.

Divertimento puro a cui è costretta a sottrarsi presto la Ktm. La sella davvero molto rigida mette a dura prova le terga , fiaccando la resistenza di chiunque. Peccato perché la creatura di Kriska è una bomba. L’impostazione di guida così rialzata inizialmente lascia qualche imbarazzo, ma una volta abituati alla nuova realtà, il telaio agile e reattivo supporta egregiamente un motore da urlo: pronto e ai medi, irresistibile agli alti regimi. Ai bassi l’effetto on of disturba un pochino nonostante i passi avanti rispetto alla versione precedente. Quando il numero dei giri sale, le vibrazioni si fanno sentire, anche la Tuono non è da meno in questo senso.

Prova Naked su EuroMoto: MV Augusta Brutale 989 R Vs. Benelli TNT 899 parte due
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Ed eccoci arrivati alla seconda parte dedicata alla comparativa comparsa sul mensile EuroMoto, tra MV Augusta Brutale 989R, contro Benelli TNT 899. Analizzando il comportamento dinamico delle due sfidanti, non si può fare a meno di sottolineare come le differenze non si limitino soltanto al profilo estetico, ma coinvolgono aspetti più concreti delle due moto.

La TNT risulta una moto dotata di un’agilità straordinaria. Con qualche ritocco mirato alla ciclistica affrontare le strade più tortuose può trasformasi in gioa pura. Agile e reattiva, carica tutto il peso sull’avantreno, regalando il giusto feeling al pilota, che riesce a trovare il limite relativamente presto. Di contro il posteriore appare un po ballerino, complice anche il monoammortizzatore tarato sul morbido. Nelle staccate più violente la gomma posteriore tende a perdere il contatto col terreno, sensazione decisamente poco piacevole quando non si può disporre di una frizione antisaltellamento in grado di limitare tale fenomeno. L’impianto frenante è potente e modulabile, anche si ci vuole qualche minuto per abituarsi al differente intervento delle pinze sul disco, abituati alla reattività dell’attacco radiale. Il motore è sicuramente meno esasperato rispetto alla sorella maggiore. Non si tratta di una critica comunque, anzi. La potenza del propulsore risulta più gestibile, con una coppia più dolce e lineare. Continua..
Prova Naked su EuroMoto: MV Augusta Brutale 989 R Vs. Benelli TNT 899 parte uno
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Come i frequentatori più assidui ormai avranno intuito, con questo blog voglio essenzialmente offrire a tutti coloro che lo desiderano la possibilità di essere aggiornati su tutte le prove che vengono presentate dalle riviste specialistiche più prestigiose. Ovviamente non si tratta di un banale copia e incolla, ma una mia reinterpretazione personale di quanto letto,

Bando alle ciance e passiamo alle cose serie. La rivista EuroMoto del mese di Settembre propone un paio di comparative con i fiocchi. La prima che vi racconto ha visto protagoniste due moto simili per cilindrata ma molto differenti quanto a stile, caratteristiche tecniche e pubblico di riferimento.
Dopo l’acquisizione da parte dei cinesi, in Benelli si sono posti l’obiettivo di raggiungere il grande pubblico. La Tornado Naked Tre, di cui abbiamo già ampiamente parlato in una prova di qualche tempo fa e che vi suggerisco di leggere, è una meno elitaria, almeno nel prezzo, rispetto ai modelli che l’hanno preceduta. Poco più di 10.000 euro per portarsela a casa è una cifra tutto sommato interessante, soprattutto se paragonai ai 15.000 che bisogna sborsare per la Brutale 989. Continua..
Prova naked su In Sella: KTM Duke 690
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In Sella del mese di Settembre ci offre la prova della KTM Duke 690. Abbiamo già avuto modo di parlare a proposito di questa naked/motard, tanto affascinante quanto interessante. Una comparativa di In Moto del mese di agosto, molte interessante e che vi suggeriamo di non perdere, la mette a confronto con le naked più vendute del 2008
La nuova Ktm va ad infilarsi in un segmento di mercato molto combattuto e dominato, rare eccezioni a parte, dalle case giapponesi. Ad un primo sguardo superficiale dei dati relativi alla potenza, il confronto potrebbe sembrare impari, già scritto. Come paragonare motori plurifrazionati da potenze superiori ai 100 CV, con un monocilindrico davvero pimpante, ma che non può superare la soglia dei 65 CV?
Eppure come abbiamo già avuto modo di scrivere, anche In Sella conferma un concetto piuttosto semplice, il vero segreto, l’elemento che rende questa naked speciale ed in grado di tener testa a propulsori più potenti sta nel rapporto peso potenza. Pensate che la 690 pesa soltanto 145 chili, praticamente come uno scooter 250, meno dell’Honda Sh 300i, per darvi un riferimento.
Certo, la comodità è quel che è. La sella, piuttosto alta, è stretta e poco imbottita, le vibrazioni si fanno sentire abbastanza, ma in fondo il Duke non nasce certo come moto ideale per le passeggiate in pieno relax, o per i lunghi viaggi. Se però state cercando una moto per la classica sparata domenicale, divertente ma non eccessivamente impegnativa, la nuova Ktm è la moto che fa per voi. Continua..
Prova: Ducati GT 1000, Harley-Davidson XR 1200, Triumph Bonnville 100, Moto Guzzi V7 Classic parte tre
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Anche la Triumph si dimostra decisamente a proprio agio nel traffico cittadino, grazie all’ equilibrio perfetto della ciclistica e del motore. Qualche fastidio lo reca il carter destro, troppo largo e sporgente, impone una certa attenzione per evitare fastidiosissime scottature. Anche il serbatoio costringe ad una posizione piuttosto scomoda, con le cosce piuttosto divaricate.

Piuttosto a disagio nel traffico urbano risulta la Harley-Davidson. Le dimensioni abbondanti della moto la rendono abbbastanza impacciata e l’angolo di sterzo ridotto non aiuta sicuramente. Il grosso twin scalda parecchio e se nei tratti veloci non si avverte alcun fastidio, destreggiandosi tra le macchine, o fermo al semaforo le gambe vengono investite da vampate di aria calda.
A sorpresa la sportiva del gruppo, la GT 1000, esibisce una discreta disinvoltura nell’affrontare la giungla metropolitana, grazie anche ad un ampio raggio di sterzo. Il motore è pronto ai bassi, fin troppo, suggerendo una certa cautela nel dosare la manopola destra. Spiovente e scivolosa la sella, nelle staccate più violente si corre il rischio di impattare con il serbatoio, una sensazione che preferiremmo sempre poter evitare.

Prova: Ducati GT 1000, Harley-Davidson XR 1200, Triumph Bonnville 100, Moto Guzzi V7 Classic parte due
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Una volta in sella cominciamo ad apprezzare le caratteristiche positive della Triumph. La Bonneville si dimostra una compagna di viaggio affidabile e sincera. Il motore possiede un’elasticità ed una fluidità impressionante; mai uno strappo, ma un vuoto di potenza. 60 cavalli distribuiti omogeneamente a tutti i regimi. Il cambio si rivela morbido negli innesti e corretto nelle rapportature.
Vibrazioni praticamente assenti, con una quinta più lunga sarebbero state eliminate completamente. Il corpo del pilota è completamente esposto al vento, inutile sottolinearlo, il busto che sull’ inglesina assume una posizione eretta con le braccia larghe, acuisce la sensazione di effetto vela. Per i viaggi a lunga percorrenza, il cupolino offerto come accessorio dalla Triumph dovrebbe risolvere il problema.

La Ducati è quella che più si avvicina alle prestazioni delle naked contemporanee. Agile e veloce, regala una precisione e una confidenza con l’avantreno eccellente, frutto di un inclinazione maggiore del canotto di sterzo. La posizione di guida è un giusto compromesso tra sportività e comfort, sella ampia e spaziosa e manubrio largo e ben posizionato. Più che soddisfacente la spinta del motore in possesso di una coppia corposa e di un allungo appagante.

Prova: Ducati GT 1000, Harley-Davidson XR 1200, Triumph Bonnville 100, Moto Guzzi V7 Classic parte uno
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Nel numero di Settembre di In Moto, viene presentata una comparativa dal gusto antico, che vede protagoniste Ducati GT 1000, Harley-Davidson XR 1200, Triumph Bonnville 100 e Moto Guzzi V7 Classic.

Le quattro partecipanti hanno in comune molto, il fascino retrò prima di tutto, ma anche il motore,che per tutte è un bicilindrico a iniezione, raffreddato ad aria. Ovviamente si tratta di una prova sui generis, dove la personalità della moto è colei che conduce il pilota, con ritmi cadenzati e mai frenetici.

Particolarmente riuscita a nostro avviso l’interpretazione che In Moto a voluto attribuire a questo confronto, dove il terreno di sfida non sono le prestazioni, o le soluzioni tecnologicamente più avanzate, quanto il maggior fascino percepito dalla singola motocicletta. Solo Harley e Ducati infatti adottano soluzioni in qualche modo ricercate e un’impostazione di guida più attuale, sicuramente meno affaticante per il pilota. Potenze tutto sommato contenute che oscillano tra i 50 e i 90 cv. Continua..
Comparativa Ktm Duke, Triumph Street Triple, Kawasaki Z750, Ducati Monster Parte DUE
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Nel misto la storia cambia di nuovo. La Ktm per mantenere il vantaggio accumulato in città deve disporre di percorsi molto tortuosi, ricchi di tornanti che annodano su se stessa la strada. Appena il percorso si fa meno angusto e il raggio delle curve più ampio è la Ducati a prendere il sopravvento con una maneggevolezza davvero apprezzabile. Peccato che con la nuova nata di Porgo Panigale si finisca spesso per toccare lo stivale, altrimenti gli angoli di piega sarebbero stati addirittura superiori.
In un tracciato fatto di rettilinei intervallati da curve secche e tornanti, la Street Triple sale in cattedra, risultando il miglior compromesso possibile. Un gran motore supportato da una ciclistica da urlo rendono l’inglesina una delle moto più divertenti del 2008.
Quando le curve si fanno ampie e veloci, il 4 cilindri Kawasaki riesce a togliersi qualche soddisfazione. Nel misto stretto le sospensioni troppo morbide e una tendenza dell’avantreno a non tenere la piega penalizzano al verdona.
Nessuna ha stupito favorevolmente come la Ktm Duke. Certo, è caruccia, ma in compenso offre davvero tanto, a partire da un motore mono potente come non mai, in grado di dar la paga sia in accelerazione che in ripresa al bicilindrico Monster.
Comparativa Ktm Duke, Triumph Street Triple, Kawasaki Z750, Ducati Monster Parte UNO
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Motociclismo di Agosto propone una comparativa intrigante tra le 600 più vendute del momento, che condividono la stessa cilindrata, ma si differiscono per numero di cilindri.
Kawasaki Z750 e Ducati Monster hanno dovuto battere una concorrenza agguerritissima, mentre Tiumph Street Triple e Ktm Duke, sono moto uniche nel loro genere, tre cilindri la prima e 1 cilindro la seconda.
La sfida si tiene a Milano ed il primo percorso da affrontare è il traffico del centro. Il Duke, forte di una reattività tipica dei monocilindri inizialmente sembra essere decisamente la moto più adatta.
Anche il Monster si esibisce in un discreto avvio, grazie ad una maneggevolezza assoluta, esaltata dal baricentro basso e dalla gomma posteriore molto stretta.
Non se la cava male neppure la Street Triple effficace e tutto sommato comoda nella guida, paga un angolo di sterzo ridotto.
La più impacciata in avvio si dimostra essere proprio la Kawasaki. In questo caso è la pesantezza generale percepita a penalizzare la Z750.
Naked su In Moto: Brutale, CB1000r, Speed Triple, TNT, FZ1, Z1000 Parte Due
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Una comparativa tenutasi in Spagna, dove le strade offrono un panorama unico e variegato.
In città la CB1000R è decisamente a proprio agio, grazie ad un motore generoso che spinge con vigore già ai 4000 giri, ma sempre con una dolcezza invidiabile. Azzeccata anche l’impostazione di guida, comoda rispetto ad alcune sue rivali.
Ottime sensazioni ha destato anche la Speed Triple. Nel traffico cittadino si destreggia con agilità grazie alla prontezza del suo tre cilindri. E’ l’aspetto e il sound ad invogliare il pilota ad una guida più aggressiva; la solita teppista inglese, non si smentisce mai!
A sorpresa anche la TNT se la cava bene in città. Qui l’erogazione è decisamente più brusca, l’assetto è decisamente sportivo e le sospensioni piuttosto rigide. In compenso al pilota è dedicato uno spazio confortevole, grazie ad una sella ben imbottita e al serbatoio ben sagomato in grado di ospitare anche i piloti più alti.