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Prova naked su In Sella: KTM Duke 690
Pubblicato da bellezze-motociclette
In Sella del mese di Settembre ci offre la prova della KTM Duke 690. Abbiamo già avuto modo di parlare a proposito di questa naked/motard, tanto affascinante quanto interessante. Una comparativa di In Moto del mese di agosto, molte interessante e che vi suggeriamo di non perdere, la mette a confronto con le naked più vendute del 2008
La nuova Ktm va ad infilarsi in un segmento di mercato molto combattuto e dominato, rare eccezioni a parte, dalle case giapponesi. Ad un primo sguardo superficiale dei dati relativi alla potenza, il confronto potrebbe sembrare impari, già scritto. Come paragonare motori plurifrazionati da potenze superiori ai 100 CV, con un monocilindrico davvero pimpante, ma che non può superare la soglia dei 65 CV?
Eppure come abbiamo già avuto modo di scrivere, anche In Sella conferma un concetto piuttosto semplice, il vero segreto, l’elemento che rende questa naked speciale ed in grado di tener testa a propulsori più potenti sta nel rapporto peso potenza. Pensate che la 690 pesa soltanto 145 chili, praticamente come uno scooter 250, meno dell’Honda Sh 300i, per darvi un riferimento.
Certo, la comodità è quel che è. La sella, piuttosto alta, è stretta e poco imbottita, le vibrazioni si fanno sentire abbastanza, ma in fondo il Duke non nasce certo come moto ideale per le passeggiate in pieno relax, o per i lunghi viaggi. Se però state cercando una moto per la classica sparata domenicale, divertente ma non eccessivamente impegnativa, la nuova Ktm è la moto che fa per voi. Continua..
Gilera Nexus 300 Parte Due
Pubblicato da bellezze-motociclette
Eppure, e come altre volte verificatosi in passato, i dati tecnici dichiarati contrastano con le sensazioni concrete provate durante la guida; per fortuna, in questo caso le seconde superano i primi, e non di poco.

E’ strano, perchè, di primo acchito, leggendo quella piccola differenza di coppia chiunque sarebbe portato a pensare che il miglioramento effettivo sia praticamente assente.
Se però analizziamo un po’ meglio la scheda tecnica notiamo che la coppia è erogata 500 giri più in basso (6000 contro 6500) e che la potenza massima viene raggiunta anch’essa a regimi di rotazione inferiori (7250 contro 8000 giri).
Su strada questo si traduce in una velocità massima identica a quella raggiunta dal 250, ma con una erogazione ben più rabbiosa. Da 0 a 100 Km/h la lancetta viaggia spedita, anche perchè mi sembra indubbio che sia stata migliorata anche la trasmissione, che probabilmente assorbe meno potenza.
Lo spunto da fermo è perentorio, e il propulsore dà proprio l’idea di essere stato tarato per offrire la miglior ripresa possibile dove più serve su strada, ovvero tra i 40-50 e gli 80-90 Km/h. Continua..
Gilera Nexus 300
Pubblicato da bellezze-motociclette
Telaio ereditato in toto dal fratellone 500, ‘ruotona’ anteriore da 15 pollici e soprattutto il neonato propulsore Piaggio da 278 cc; è la quadratura del cerchio?

Era pressocché scontato che il nuovo motore Piaggio venisse incastonato anche dentro il Nexus, anzi si può affermare che la natura sportiveggiante di questo scooter sia la più adatta a beneficiare delle accresciute potenzialità del nuovo propulsore.
Lo scooter guadagna inoltre lo stesso telaio del 500, più rigido e ‘corsaiolo’, e la ruota anteriore da 15 pollici, garante di maggior stabilità rispetto a quella della precedente versione 250 che va a sostituire.
Anche la ruota motrice cresce, ma nella sezione: 140 contro 130. Resta da sperare che alcuni particolari ‘minori’, come la qualità delle verniciature, abbiano anch’essi subìto un miglioramento; verificheremo in seguito.Come era lecito aspettarsi, nonostante la rivisitazione che è stato fatta sullo scooter in occasione di questo nuovo lancio, dal punto di vista del comfort siamo sugli stessi livelli di sempre, ovvero scarsini: sia davanti che dietro le sospensioni sono tarate sul rigido, Continua..
Honda Silver Wind 400 e 600 parte cinque
Pubblicato da bellezze-motociclette
La cosa è apprezzabile d’estate ma negli altri casi si può valutare il montaggio dei deflettori laterali.

Si viaggia molto comodi a livello di posizione di guida, la sella di dimensioni regali
e la pedana spaziosa permettono di variare la postura con ampia libertà di movimento.

Sulle arterie a scorrimento veloce si rileva l’unico vero limite del Silver Wing, ovvero la risposta della forcella sui curvoni affrontati a velocità maggiori di 110-120 Km/h.
L’eccessiva morbidezza innesca delle oscillazioni e sporca le traiettorie, facendo perdere un po’ di fiducia e inducendo ad abbassare l’andatura. Utilizzando un liquido forcella più denso si risolve in parte il problema, ma resta un certo effetto “galleggiamento” e si ottiene una risposta meno dolce sulle buche cittadine.
Honda Silver Wind 400 e 600 parte quattro
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EXTRAURBANO - Qui si inizia a divertirsi, e anche a rilassarsi. Col crescere della velocità il Silver mette in mostra la sua ragion d’essere, la comodità la fa da padrona e si apprezza il buon fondo del motore.

Il parabrezza di serie fa il suo dovere se non superate il metro e settantacinque, altrimenti avrete il bordo sugli occhi e un po’ d’aria contro il casco. I pneumatici lavorano bene in appoggio, ma nelle curve prese un po’ allegramente la forcella morbida non permette di mantenere la traiettoria in modo precisissimo.

Sulle salite un po’ più ripide il peso smorza leggermente la vivacità del motore, ma con quella stazza di più non si può chiedere.
Eccezionale in questo caso il comportamento del sistema frenante CBS: con il Silver Wing si può veramente frenare in curva, la dosabilità del comando è perfetta e, complice il peso, si può azionare il freno di sinistra anche sul bagnato senza particolari cautele.
Honda Silver Wind 400 e 600 parte tre
Pubblicato da bellezze-motociclette
GUIDA SU STRADA
CITTA’ - Appena usciti dal concessionario si comprende subito come il Silver Wing abbia bisogno di essere sempre in movimento autonomo per far dimenticare la sua stazza da rimorchiatore.

E’ vero che l’ottimo bilanciamento dei pesi fa sì che bastino 5-10 km orari per annullare l’effetto macigno, ma resta il fatto che in certi frangenti il mezzo pretenda rispetto e una certa forza fisica.
Issare lo scooter sul cavalletto è agevole in proporzione alla massa perchè la leva è ben studiata, ma il movimento dev’essere rapido e deciso, poiché basta indugiare quella frazione di secondo in più sulla posizione “zero” perchè il motociclo si ricordi di Newton e lo ricordi anche a voi.
Lo stesso discorso vale per le frenate a bassissima velocità col mezzo inclinato. Al di sotto dei 10 km orari, in decelerazione, il peso torna a farsi sentire abbastanza repentinamente, ma è sufficiente tenerlo ben presente nei primi giorni di utilizzo se provenite da mezzi più leggeri. Continua..
Honda Silver Wind 400 e 600 parte due
Pubblicato da bellezze-motociclette
CICLISTICA
Lo schema delle sospensioni prevede una forcella all’anteriore e un doppio ammortizzatore regolabile nel precarico al posteriore. Il telaio è un classico tubolare in acciaio, i freni sono a disco, uno al posteriore e un singolo anche davanti.

Ovviamente la frenata è supportata dal sistema brevettato CBS Honda (combined braking system - sistema a frenata combinata) che mai come in questo caso, come vedremo, risulta funzionale e dosabilissimo. Non è previsto in nessun caso l’ABS, a differenza del fratello maggiore.

Come sempre parlando di scooter Honda troviamo un agevole freno a mano. Il motore, caso raro, è fissato al telaio, con ovvi benefici sull’ammortizzazione posteriore.
Honda Silver Wind 400 e 600 parte uno
Pubblicato da bellezze-motociclette
Pressoché immutato da diversi anni lo scooterone Honda, forte anche di un ottimo rapporto qualità/prezzo, può ancora dire la sua per diversi aspetti. Unici nei il peso importante e una ciclistica perfettibile.

Gli Honda Silver Wing 400 e 600 rappresentano ormai da molto tempo l’offerta della casa nipponica nel settore dei maxi-scooter. Macchine strutturate per i lunghi viaggi e in grado di offrire una discreta protezione aerodinamica ed una potenza ragguardevole, ben gestibile ed enfatizzata dalla motorizzazione a due cilindri.

Il minore dei due, pur perdendo 200 cc offre comunque un ottimo valore (38,8 cv all’albero) ed è solo parzialmente smorzato nella sua verve dal peso considerevole (228 Kg a secco), peso che invece rappresenta un effettivo limite nelle manovre a motore spento e in alcune situazioni particolari che andremo ad analizzare.
ESTETICA
Dal punto di vista stilistico il progetto Silver Wing è indubbiamente uno dei più indovinati degli ultimi anni. La pulizia delle linee e la cura quasi maniacale dei piccoli particolari riescono a dare una visione d’insieme che resiste all’età e che rende un senso di equilibrio notevole, capace di ingentilire le sue forme “elefantiache”.![]()
All’anteriore, il “muso”, che palesemente riprende il family-feeling della Casa, risulta aggressivo e signorile allo stesso tempo con un faro triangolare incastonato in uno scudo davvero ben proporzionato. Al retrotreno i due faretti circolari danno anch’essi un bell’effetto scenico, specialmente di notte.

La vista laterale destra è piacevole, con i particolari di colore nero che danno un piccolo tocco di sportività al design e che creano davvero un bel contrasto particolarmente nel caso che si opti per la colorazione argento
Dall’altra parte si evidenzia l’unico aspetto forse poco azzeccato, ovvero il gruppo trasmissione davvero enorme, anch’esso di colore nero, cosa che non riesce più di tanto a sminuirne le dimensioni percepite alla vista. D’altronde, per gestire cotanto motore…

Bella la visuale sul cruscotto: il tachimetro e il contagiri sono ben disegnati e chiari, coadiuvati in questo caso da un pannello LCD a integrazione delle informazioni di guida. Il tutto dà una sensazione di solidità e di opulenza che infondono quella fiducia che si ricerca affrontando spostamenti di un certo impegno.